SIAMO STATI SULLA LUNA FORSE; MA QUANDO E COME ?

Io credo che ci siamo stati ma non nei termini, modi e forma in cui ci e’ stato mostrato.
Ma so per certo che e’ assai piu’ alieno passeggiar sopra la Luna, di come ci hanno mostrato in foto e filmati.

Quando nei primi anni settanta Bhaktivedanta Swami Prabhupada manifestò
i suoi dubbi al riguardo della missione lunare, al solito tutti
gridarono alla setta.
Quando invece alla fine degli anni ottanta Bill Kaysing (Direttore
delle pubblicazioni tecniche della Rocketdyne Research, la ditta che ha
progettato e costruito i motori dei razzi che apparentemente hanno
portato le navicelle Apollo sulla Luna) ha scritto un libro proponendo
la medesima ipotesi, ha fatto i soldi.

La solita ingiustizia di questo mondo.

Ma l’argomento è serio.

Nel luglio del 1969 la capsula Apollo XI con a bordo i tre astronauti
più famosi del mondo (Armstrong, Aldrin e Collins) atterra sulla Luna.
I primi due compiono le prime passeggiate storiche, riprese e diffuse
in tutto il mondo. Poi tornano sul loro pianeta di origine.

Tutto sembra perfetto: la storia umana sembra avesse scritto uno dei
suoi capitoli più gloriosi. Eppure qualche conto non torna: parecchia
gente sembra poco convinta.
Nel giugno del 1970 i giornali dell’editore Knight pubblicano un
articolo a sensazione basato su un’intervista fatta a 1721 persone
diffuse in sei città americane. Agli intervistati è stato chiesto se
credono che degli astronauti americani fossero effettivamente andati
sulla Luna. Il risultato è sconcertante: quasi la metà crede di no.

Noi (anche se non siamo americani) siamo fra quelli.

Due anni prima (nel 1967) i tre astronauti Grissom, White e Chaffee
muoiono nell’incendio della capsula spaziale della rampa 34. Il Senato
americano attiva una Commissione d’inchiesta. Tra gli altri ascoltano
anche un certo Thomas R. Baron, dipendente di una delle aziende di
supporto alla NASA, che muove accuse pesantissime all’intera missione
Apollo. Così pesanti sono quelle accuse da far ritenere impossibile che
gli americani fossero mai stati in grado di raggiungere la Luna. Senza
bisogno di dirlo, come altri, Baron muore pochi giorni dopo in un
incidente stradale.

Mosso dalle testimonianze di Thomas Baron, Bill Kaysing inizia una
lunga indagine che termina con la pubblicazione del libro We never went
to the moon, pubblicato nel 1987 dalla Desert Pubns. Delta Group USA.
La versione italiana esce solo dieci anni dopo, nel 1997, edito dalla
Cult Media Net edizioni srl.

Anche noi, dopo tanti anni di silenzio, torniamo a trattare l’argomento. l

Segue uno stralcio della deposizione di Thomas Ronal Baron resa di
fronte alla sottocommissione del Senato per investigare le cause
dell’incendio alla rampa 34, in cui morirono tre astronauti americani.

Mr Teague è il presidente della commissione

Mr. Teague: Con le condizioni che lei ci ha illustrato qui, crede lei che potremmo avere successo in uno dei nostri tentativi?

Mr Baron: Nossignore, nossignore, non credo proprio

Mr. Teague: Abbiamo avuto un sacco di successi?

Mr Baron: Sissignore, li avete avuti, ma non con il programma Apollo.
pag. 132 – 133

Avvertiamo i lettori che tutto ciò che troveranno scritto è solo una
parte delle evidenze portate da Bill Kaysing: a coloro che sono
interessati all’argomento consigliamo di leggere il libro.

A pensarci bene, quali prove abbiamo noi che effettivamente sulla Luna qualcuno ci sia stato?

Si dirà: le fotografie, le riprese televisive e le rocce lunari. Anche
le testimonianze di politici, tecnici e astronauti. Tutto qua?,
rispondiamo noi.

Vediamo le argomentazioni dell’autore del libro.

Negli anni 50 e 60 l’Unione Sovietica sta decisamente vincendo la sua
battaglia scientifica contro gli Stati Uniti. Tutto ciò è intollerabile
per il sistema capitalistico che non può tollerare di perdere questa
battaglia; ne va del prestigio degli USA a livello internazionale.
All’epoca è necessario un forte condizionamento dell’immaginario
pubblico per convincerlo che il sistema capitalistico è decisamente
migliore di quello comunista. A ciò si aggiungono 30 miliardi di
dollari (che equivalgono a 51mila miliardi di lire) scippati dalle
tasche dei contribuenti (ovviamente non tutti spesi, come vedremo fra
breve) e il movente è trovato.

Naturalmente questo non è sufficiente, bisogna anche avere le prove. Bill Kaysing crede di averle trovate.

Le fotografie
Le immagini portate dalla Luna non soltanto non dimostrano l’autenticità dell’impresa, ma esattamente il contrario.
Per cominciare, agli esperti appare impossibile che qualsiasi
fotografia possa essere presa in una situazione come quella lunare. A
causa della mancanza di atmosfera, le temperature lì variano dai +100°
durante il giorno fino a scendere sotto i -100 di notte. Provate a
mettere qualsiasi rullino in un frigorifero e poi sul cruscotto della
vostra macchina e vedrete cosa succede alle vostre foto… Come se non
bastasse, la Luna è continuamente bersagliata da radiazioni e raggi
cosmici che avrebbero fatto delle pellicole un fritto misto.

Osservate una delle fotografie del LEM (Lunar Excursion Module, cioè
quella parte dell’astronave che ha condotto gli astronauti sulla Luna)
appoggiato sul suolo lunare e vedrete che non esiste nessun cratere
sotto di esso, né rocce bruciate dai fuoco dei razzi; inoltre si nota
scarsissima polvere tutt’intorno, che pure avrebbe dovuto essere
sollevata a tonnellate.

Mentre i piedi degli astronauti lasciano orme belle profonde, il LEM,
che pure pesa 9 nove tonnellate, non sembra sprofondare più di qualche
centimetro, come se, in corrispondenza dei piedi, appena sotto la
sabbia, ci fosse una base di cemento.

Prendete la foto in cui si vede il LEM e la Rover usata dagli
astronauti per gironzolare e vedrete che i sassi e il pietrisco
terminano immediatamente su uno sfondo piatto e sfocato, come se
fossero su due piani diversi. Sembra una sala di posa fatta in modo
anche un po’ maldestro!

Gli sfondi sembrano fasulli: troppo netti, sembrano ritagliati con le
forbici. Osservate la foto di Aldrin che sta per effettuare il balzo
sulla superficie lunare già effettuato da Armstrong e vedrete che
l’ombra del LEM sul suolo è nettissima, mentre il fondoschiena di
Aldrin è
illuminatissimo. Eppure la luce gli giunge di fronte.

Quasi tutte le foto degli astronauti e dei veicoli sembrano avere una
luce moto concentrata, come succede quando c’e’ un riflettore e non
come dovrebbe essere sulla Luna, dove ci deve essere una luce molto
diffusa.
Notate la foto che ritrae un astronauta dell’Apollo XVII ripreso dal
suo collega: lui appare pieno di luce e controluce, mentre il fotografo
riflesso nella visiera presenta una luce uniforme.

E poi le stelle… dalla Luna non si vedono le stelle? Già in alta
montagna le stelle si vedono più brillanti, immaginiamo come si debbano
vedere in un pianeta privo di atmosfera, in un vuoto assoluto. Insomma,
dove sono le stelle nelle fotografie prese dagli astronauti?
In alcune immagini le ombre dei soggetti non solo non sono parallele
fra di loro, ma addirittura convergono, come accade quando si è
bersagliati da più riflettori. Senza nuvole e con il sole virtualmente
all’infinito, tutta la zona circostante al luogo dove è atterrato il
LEM dovrebbe essere illuminata con la stessa intensità. Al contrario,
in molte immagini l’astronauta sembra investito dai raggi di un
riflettore la cui luce però non raggiunge lo sfondo che quindi sfuma
nel buio.

Eppoi, dove sono le pellicole originali? Nessuno le ha mai viste.

I razzi
In accordo a Bill Kaysing, i razzi usati dall’astronave non erano così
affidabili da condurre nulla e nessuno sulla Luna, tanto che ad un
certo punto, l’intero progetto Apollo stava per essere sospeso, tanta
acqua perdeva da tutte le parti. Ma questi motori, se dovevano fare un
decollo e un ammaraggio da qualche parte sulla Terra, si’ che erano
affidabili.

Le trasmissioni televisive
Beh, quelle possono essere state realizzate in qualsiasi studio
televisivo. Oggi Steven Spielberg farebbe un milione di volte meglio
degli amatori degli anni 60.

Le tute degli astronauti
Come già accennato, non c’è atmosfera che ripari la superficie lunare
dai raggi del sole. Il risultato è che le temperature sulla Luna sono
superiori a 100° durante il giorno, per poi scendere durante la notte
al di sotto di –100°. Il semplice schermo delle visiere degli
astronauti non avrebbe mai potuto reggere a temperature tanto estreme,
ma si sarebbe frantumato.

Le comunicazioni durante l’allunaggio
La NASA ha distribuito una registrazione che contiene i suoni e le voci
del volo Apollo XI. In questa noi sentiamo Armstrong e Aldrin che
parlano con lo staff del controllo missione di Houston mentre stanno
discendendo verso la superficie lunare. Ma parlare vicino a un motore a
razzo in azione è impossibile, sia per le vibrazioni che per il volume
sonoro sviluppato, che in questo caso è di 140 – 150 decibel. Nel vuoto
il rumore non si propaga, ma nell’atmosfera pressurizzata della capsula
sì; senza contare le violentissime vibrazioni che si trasmettono a
tutta la capsula. Le voci non potrebbero essere udite, a prescindere da
qualsiasi forma di amplificazione e insonorizzazione usate.

Le rocce lunari
Si da tanta importanza a queste rocce che gli astronauti avrebbero
portato dalla Luna, ma ci sono prove che stabiliscano la loro
autenticità? Non possedendo un metro di paragone, per noi quelle
potrebbero benissimo provenire da qualsiasi parte del nostro pianeta,
anche perché chi le ha analizzate sono gli stessi che probabilmente
hanno consigliato i costruttori di queste rocce come teoricamente
potrebbero essere le rocce lunari.

La quarantena
Per proteggere gli abitanti della terra dai germi lunari, gli
astronauti furono tenuti in stretta quarantena per circa 18 giorni dopo
il loro ritorno. Altro particolare sospetto: sulla Luna fino ad ora non
è stata trovata alcuna traccia di batteri, germi o altra forma di vita.
Che si volesse preparare gli astronauti a mentire in modo credibile?

Le prove visive
Le prove visive sono non soltanto insoddisfacenti, ma danno adito a
sospetti molto forti. Eppure se solo avessero voluto avrebbero potuto
dare prova della loro presenza sulla Luna in modo così lampante da
poter essere visto persino dalla Terra.

Gli astronauti
Il comportamento degli astronauti è stato quanto più di sospetto si
possa immaginare. Suicidi, impazzimenti, mutismi che durano da anni,
morti stranissime che farebbero storcere il naso anche alla persona
meno maliziosa. Se voi effettuaste un’impresa straordinaria non
vorreste parlarne all’infinito? Perché tutto questo riserbo?

Conclusione
Nei primi anni 50 gli scienziati russi si convincono che la superficie
lunare sarebbe stata letale per l’uomo, per cui non compiono alcun
tentativo di mandare uomini sulla Luna. Ma l’America, abbandonato il
progetto-spazio in termini militari, ha bisogno di credibilità. A
pagamento, la tutt’altro che ricca unione Sovietica si presta al gioco
e non svela la truffa americana.
La corsa alla conquista dello spazio esisteva quindi solo sui tavoli
degli uffici delle relazioni pubbliche americani e fu inventata per
scopi politici e per accaparrarsi gli ingenti fondi pubblici. Come
disse un commentatore: “La NASA con una mano cerca di acchiappare la
Luna, con l’altra fruga nelle tasche dei contribuenti.”

NOTA
WASHINGTON (16 luglio 2009) – "Sono andate perdute le copie originali
delle immagini dello sbarco sulla Luna contenute in 45 nastri di
proprietà dell’Agenzia spaziale americana. Inutili i tentativi di
ritrovarle, tentativi avviati tre anni fa quando alcuni storici
chiesero alla Nasa di poterle vedere."
Questa e’ la risposta che ha dato il 16 luglio 2009 ad alcuni studiosi che hanno chiesto di visionarne parte..

Informazioni su angelbaby2009

A 9 anni di eta' ho avuto il mio primo avvistamento diretto, o, come direbbe un ufologo, IR2; un oggetto, che per ora non descrivo, ci e' passato sopra le teste, a 10 metri di quota, lasciando cadere dei filamenti incandescenti che si dissolvevano toccando il prato. Parlo al plurale perche' ero con una bambina in un giardino privato verso le 20,30 di sera e tali filamenti brillavano al crepuscolo e assomiglivano, nel colore, a polvere di braci. La cosa strana e' che ora ho due ricordi distinti di cio' che e' successo dopo e non so quale sia quello reale. Penso di aver vissuto un missing-time gia' allora. In eta' adolescienziale ho iniziato ad occuparmi di ufo e fenomeni connessi (fortiani, bvm, soli rotanti etc.), un po' per hobby ma col tempo e' diventata ferma determinazione. Infatto vent'anni fa' ho iniziato a scrivere dei saggi di xenopsicologia e rapporto forma/funzione negli ufo per la mitica S.U.F. (sezione ufologica fiorentina), saggi che inviavo al suo direttore, un padre dell' ufologia italiana assieme al compianto prof. Pierluigi Sani, il prof. Solas Boncompagni, clipeologo, ufologo e studioso di araldica. Tutta la mole dei miei scritti, verso il 1997, il professore decise di farla pubblicare a puntate sul giornale UFO NOTIZIARIO, allora diretto da Pinotti, sotto forma di sua personale intervista, per non coinvolgermi e garantire la mia privacy. Il progetto ando' a vuoto, per la divisione della redazione del giornale che si sdoppio' in due riviste(UFO NOTIZIARIO e UFO NETWORK) ed anche perche' Solas, ormai 80 enne, forse non aveva piu' tanta energia. Tutto cio' che ho scritto e' comunque ancora dentro di me, parola per parola ed adesso, grazie ad internet, comincero' a diffondere cio' che so, infischiandomene della privacy. Nel luglio del 1999 ho subìto , uso volontariamente questo termine, il mio primo contatto IR3 ed ho parlato faccia a faccia (e telepaticamente) con quelli che mi piace chiamare angeli, forse per la mia forte e radicata fede cristiana. Il rapporto con questa "etnia" e' ancora in corso e loro comunicano con me usando mezzi diversi, che mi viene suggerito di non rivelare, mentre nel 1999 il contatto fu fisico, nel senso che loro si presentarono a me con corpi fisici, presi a prestito, come ebbero a dire. Ieri su facebook, per la prima volta, alla richiesta di un' amica su cosa mi dicano gli "angeli", ho risposto rivelando le primissime domande che feci loro, dopo essermi reso pienamente conto di aver di fronte a me presenze provenienti da un mondo altro; anche se , grazie agli insegnamenti orientali, quella sera mantenni una freddezza che nessun uomo, credo, sarebbe riuscito a mantenere. Ecco le prime domante che ho rivolto a questi esseri celesti nel luglio 1999: 1-dove eravate al tempo della crocefissione di Gesu' ? Risposta : in quei tempi eravamo altrove. 2-nella vostra vera forma, visto che dite che questi corpi li avete preso a prestito, siete belli ? Risposta : siamo belli, si'. 3-perche' avete scelto proprio me ? Risposta : tu sei da sempre sulla pista da corsa, pronto a bruciare i records, ma inchiodato ai blocchi di partenza. Noi siamo qui per "allenarti". 4-siete voi a fare i cerchi nel grano ? Risposta : si', e' una forma di ipnosi leggera ma costante; gurdando attentamente le foto di quelle geometrie alcuni fra voi possono elevare il loro livello di coscenza, anche se solo chi si interessa alla ricerca della verita' , guardera' attentamente quelle foto: Poi e' il nostro mezzo di comunicazione con te e con altri. Questo e' tutto, per ora, ma durante 10 anni, anche se ad ondate, ho imparato da loro molte cose e sono convinto che loro abbiano imparato qualcosina da me. Mi hanno detto chiaramente chi sia il nemico da sconfiggere in una guerra silenziosa, per i primi anni, una guerra per ottenere informazioni, una guerra che coinvolgera' noi tutti e loro ed altre etnie estere. A molti, come a mio padre, parlare di queste cose da' un senso di repulsione poiche' la loro mente non e' in grado gia' a priori di "sbrogliare la matassa", ma a chi come me, non interessa sbrogliare niente, ma solo continuare a ricercare, calmi e sereni, in piena comunione con Cristo e con nostro Padre, Dio, la Persona Assoluta, le "cose ignote" non fanno alcuna paura,; poiche' il primo comandamento di Maria e' : "NON TEMERE !". Ed e' proprio in questa fede che ho scritto queste righe. pier
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